Idee e Novità
Prima dei solarium c'erano loro: le mansarde
Prima dei solarium c'erano loro: le mansarde
Per molto tempo, arrivare all’ultimo piano di una casa significava entrare nello spazio disegnato dal tetto.
Falde inclinate, travi, altezze che cambiano, lucernari e finestre aperte verso il cielo. La mansarda nasce proprio da questa geometria e ne fa il suo carattere.
Oggi, invece, sempre più spesso la copertura non rappresenta soltanto ciò che sta sopra la casa. Diventa essa stessa uno spazio da vivere.
Terrazze, giardini pensili, zone relax e solarium hanno trasformato il rapporto tra architettura e copertura, dando origine a un modo completamente diverso di vivere l’ultimo piano.
Abitare sotto il tetto
La mansarda possiede una qualità che difficilmente si ritrova negli altri ambienti della casa: non è la stanza a contenere il tetto, è il tetto a disegnare la stanza.
Le falde determinano le altezze, le travi scandiscono lo spazio e la luce entra dall’alto attraverso lucernari o aperture ricavate nella copertura.
Sono ambienti meno regolari, ma proprio per questo spesso più riconoscibili.
Una parete può interrompersi prima di arrivare al soffitto, un angolo basso può diventare una zona contenitiva, una finestra sul tetto può cambiare completamente la percezione della luce durante la giornata.
Quando la struttura rimane visibile, con travi, travetti e perline in legno, il tetto diventa parte integrante dell’architettura interna.
Non è qualcosa da nascondere.
È ciò che dà identità allo spazio.
Quando il tetto cambia significato
Con l’architettura moderna cambia progressivamente anche il modo di guardare alla copertura.
Tra i suoi celebri Cinque punti dell’architettura moderna, Le Corbusier introduce il principio del tetto-giardino: la superficie occupata dall’edificio può essere recuperata in copertura e restituita alla vita quotidiana.
È un passaggio concettuale importante.
Il tetto non viene più considerato soltanto come la conclusione dell’edificio, ma come una superficie che può acquistare una propria funzione.
Da elemento prevalentemente tecnico diventa parte dello spazio abitabile.
Un principio che, reinterpretato nel tempo, ritroviamo oggi nelle terrazze e nei solarium delle abitazioni contemporanee.
Abitare sopra il tetto
Con una copertura piana cambia completamente il rapporto tra ultimo piano ed esterno.
Lo spazio non viene più ricavato dentro la geometria della copertura, ma può svilupparsi sopra di essa.
Nascono così terrazze attrezzate, aree verdi, pergolati, zone pranzo, spazi dedicati al relax e piccoli giardini pensili.
E quando l’edificio si trova in una posizione panoramica, la copertura diventa anche un punto privilegiato dal quale osservare ciò che lo circonda.
La vista entra nel progetto.
Il panorama non è più soltanto qualcosa da guardare attraverso una finestra: diventa parte dello spazio abitato.
Mansarda e solarium: due sensazioni opposte
Una mansarda tende naturalmente a creare un ambiente più raccolto.
Le falde scendono verso l’interno, delimitano lo spazio e ne accentuano la dimensione intima.
Un solarium compie quasi il movimento contrario.
La superficie si apre, l’orizzonte si allontana e il confine della casa sembra coincidere con il paesaggio.
La mansarda disegna lo spazio con le sue falde.
Il solarium lo apre verso il panorama.
Non significa che una soluzione appartenga al passato e l’altra al futuro.
Anche oggi una mansarda ben progettata può diventare uno degli ambienti più interessanti della casa, così come una copertura piana priva di un progetto dello spazio esterno rischia di rimanere semplicemente una superficie inutilizzata.
È il modo in cui vengono pensati questi luoghi a fare la differenza.
Due modi di vivere la parte più alta della casa
In fondo, mansarda e solarium nascono dallo stesso elemento architettonico: la copertura.
Ma lo interpretano in maniera quasi opposta.
Nella mansarda la casa continua fino a incontrare il tetto.
Nel solarium, invece, è il tetto stesso a diventare casa.
Due modi diversi di progettare l’ultimo livello.
Uno più raccolto e introspettivo, l’altro più aperto verso l’esterno.
Due modi diversi di abitare l'ultimo piano della casa.