Idee e Novità
Ci sono pietre che meritano un posto in poltrona
Ci sono pietre che meritano un posto in poltrona
La beola bianca è una di quelle.
Una pietra naturale tipica della Val d’Ossola, profondamente legata al nostro territorio e da sempre presente nell’architettura locale. Facciate, pavimentazioni, scale, soglie, muri e spazi esterni raccontano da decenni la sua capacità di attraversare epoche e linguaggi differenti.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che ci interessano di più: un materiale tradizionale può diventare perfettamente contemporaneo quando viene inserito all’interno di un progetto con proporzioni, dettagli e abbinamenti attuali.
Una superficie mai perfettamente uguale a se stessa
La beola bianca ha una presenza materica molto riconoscibile.
Il colore chiaro, le venature, le variazioni naturali e le diverse lavorazioni della superficie fanno sì che ogni elemento sia leggermente diverso dall’altro.
La luce diventa parte del materiale stesso: durante la giornata ne modifica continuamente la percezione, facendo emergere texture, riflessi e profondità che una superficie completamente uniforme difficilmente potrebbe restituire.
È proprio questa irregolarità a renderla interessante.
Non cerca la perfezione industriale.
Racconta invece la natura della materia da cui proviene.
Scegliere un materiale significa guardarlo dal vivo
Quando progettiamo un edificio o un ambiente, la scelta delle finiture non avviene soltanto attraverso fotografie, cataloghi o campioni digitali.
Un materiale va osservato da vicino.
Va toccato, spostato, guardato con luci diverse e accostato agli altri elementi del progetto: serramenti, pavimenti, intonaci, legno, metalli e colori.
Perché una finitura può apparire in un modo sullo schermo e raccontare qualcosa di completamente diverso una volta vista dal vivo.
Prima ancora di decidere dove utilizzarlo, quindi, un materiale deve convincerci nella realtà.
Tradizione e architettura contemporanea
Utilizzare una pietra locale non significa necessariamente costruire un’architettura tradizionale.
Al contrario, la beola bianca può dialogare molto bene con volumi essenziali, grandi superfici vetrate, metalli scuri, legni naturali e dettagli minimali.
Il contrasto tra una materia antica e un disegno contemporaneo può diventare uno degli elementi più interessanti del progetto.
In questo modo il materiale conserva il proprio legame con il territorio senza trasformarsi in una citazione del passato.
Dal campione al progetto
In studio i materiali passano spesso un po’ di tempo con noi prima di trovare la loro collocazione definitiva.
Li osserviamo, li confrontiamo e cerchiamo di capire quale ruolo possano avere all’interno del progetto.
Questa volta un campione di beola bianca si è guadagnato addirittura un posto in poltrona.
Dove finirà?
Non lo abbiamo ancora deciso.
Per il momento, però, sembra essersi accomodata piuttosto bene.